Una testimonianza

 

... Ieri ...

28/09/1993

Ero un ragazzo come tutti gli altri, un ragazzo a cui piaceva giocare a pallone, giocare a figurine con gli amici che abitavano vicino casa; mi divertivo molto pure quando giocavamo a palla Barattola.
Ero un ragazzo che quando arrivava l'estate ero sempre il primo ad andare al mare, invece adesso, pur essendo un cittadino di paese balneare, non conosco più il sapore dell'acqua marina.
Poi mi ricordo pure che quando ero piccolo io e i miei amici ci divertivamo molto quando facevano i film sulla Rai la mattina, perché ancora non esistevano i canali privati, come Canale 5, Italia 1, ecc.
Il rapporto con i miei genitori posso dire che quando ero piccolo era molto bello, mi volevano molto bene, mi compravano tutto; posso dire che forse ero il figlio preferito, il più coccolato.
Mi ricordo pure che all'età di 14 anni mi hanno mandato a fare una gita a Firenze con degli amici.
Invece adesso il rapporto con i miei genitori è molto cambiato e fanno bene perché per dei genitori avere un figlio tossicodipendente è molto brutto, non è che adesso non me ne vogliono più, anzi posso dire che sono meravigliato perché i miei genitori stanno facendo molto per me.
Sono due anni che hanno saputo che io mi drogo e non si sono rassegnati, hanno sempre cercato di aiutarmi come stanno facendo adesso, aiutandomi ad entrare in comunità per far capire ai miei genitori e a me stesso che posso ancora recuperare il tempo perso e diventare un altro e dimenticare per sempre l'eroina.
Il rapporto con i miei fratelli posso dire che è cambiato molto perché quando non sapevano niente si scherzava e si giocava; c'era più confidenza ,ci raccontavamo quasi tutto delle nostre storie. Alcune volte ci scambiavamo anche gli indumenti, qualche maglia che avevo io e a loro piaceva, oppure qualche maglia che piaceva a me e loro me la prestavano.invece adesso hanno paura di indossare qualcosa di mio ancora prendono qualche malattia, sa come racconta la gente, che chi si droga è sporco non si cura della sua personalità e non gli do torto perché a volte, quando stavo in astinenza, andavo via da casa senza che mi lavavo la faccia.
Adesso invece no che mi scansano, però non c'è più quella confidenza che avevamo prima però che ci posso fare è colpa mia, ma adesso ho deciso di recuperare tutto perché sono sempre i miei fratelli e a loro voglio bene come me l'hanno voluto loro e spero che me ne vorranno per sempre.
Ricordi di scuola non ne ho molti, anzi avrei preferito molto non andarci perché è stato li che ho conosciuto gli amici che frequentavo fino a poco tempo fa ed è con loro che ho iniziato a drogarmi.
All'inizio, quando li conobbi a scuola avevo un pò paura perché erano ragazzi che facevano chiasso, prendevano sempre note dai professori, quando uscivano da scuola e andavano a casa non studiavano mai, prendevano le bici e andavano sempre in giro a fare casino. Più passava il tempo e più li conoscevo e come uno stupido mi feci trascinare da loro e iniziai anch'io a fare come loro.
Con il passare del tempo iniziammo a sentirci più grandi e ad uscire in villa dove conoscemmo ragazzi ancora più grandi di noi e ci fecero conoscere l'hashish, ci insegnarono a giocare a birra con le carte e altre cose.
Come ho detto prima io la droga l'ho conosciuta con gli amici di scuola, l'ho conosciuta all'età di 18 e mezzo prima di andare al militare.
Quando venimmo a sapere che degli amici nostri si misero a trattare l'eroina ci rimanemmo un pò male e addirittura li criticammo pure, però vedevamo che loro si sentivano più grandi di noi, si sentivano più forti e noi ci rimanevamo un po' male così un giorno ci decidemmo anche noi a provarla e andammo da questi amici per chiedere da chi la compravano o se ce la potevano comprare loro, ma ci portarono insieme e ci fecero vedere dove si poteva comprare così potevamo andarci anche noi l'indomani a prenderla.
All'inizio ci sembrava tutto un gioco perché ci sentivamo belli allegri, ci toglieva tutti i pensieri dalla testa, per esempio se avevi litigato con la tua ragazza o con i genitori non ci facevi caso perché l'eroina ti faceva dimenticare tutto, però con il passare dei giorni iniziai ad abituare il corpo a prendere quel medicinale ed accusare dolori da tutte le parti del corpo, freddo, nervosismo, dolori alle gambe alle braccia, ma ci rendemmo conto che come prendevi un pò tutto spariva e che non era uno scherzo ed eravamo costretti a prenderla tutti i giorni. Però io a mia madre non le ho mai detto niente per non darle un dispiacere perché ero convinto che un giorno ce l'avrei fatta da solo, ma non ce l'ho fatta perché poi una signora le racconto tutto, ma mia madre all'inizio non ci voleva credere, e voleva una conferma da me e io gliela diedi.
L'indomani mi portò a Molfetta al G.O.T. per farmi curare; ci riuscì, ma solo per tre mesi, poi iniziai di nuovo a drogarmi; l'ho fatta parecchie volte la cura, per l'esattezza 13-14 volte; ho provato anche al galera e mia madre mi ha tirato fuori e adesso voglio dare una gioia a mia madre e a me stesso entrando in comunità e aggiustandomi la testa.
I miei rapporti con la mia ragazza sono cambiati di sicuro perché quando l'ho conosciuta sei mesi fa le ho raccontato tante di quelle bugie, perché lei all'inizio mi diceva sempre che della gente che abitava sul suo palazzo le diceva che io mi drogavo, ma io quasi la costringevo a credermi che non mi drogavo perché io le dicevo sempre che se non credeva a me io l'avrei lasciata.
Ma adesso mi sembra che è tutto cambiato perché sicuramente è stata lei a lasciarmi; avrà avuto conferma dal giornale che ero un tossicodipendente e sono andato in galera, e non posso costringerla a restare con un fallito come me perché potevo distruggere anche la sua vita.

R. S. 1970

... Oggi ...

Dopo il cammino fatto in comunità,la mia vita è radicalmente cambiata! Questo, certamente ha richiesto un lungo e faticoso percorso, ma ne è davvero valsa la pena.! 
La droga mi aveva davvero ridotto a uno schifo, avevo perso tutto, gli affetti, gli amici veri e soprattutto il gusto per la vita. Anzi, posso dire di aver rischiato la vita stessa. Non ero più un uomo, ma un individuo senza dignità. Quando mi sono reso conto di questo è cominciata la mia rinascita.
In comunità ho trovato persone in grado di capire la mia sofferenza e di aiutarmi a superarla. Ho finalmente recuperato il gusto per le cose semplici e belle, il valore della sincerità e delle relazioni autentiche. Ho ricucito i rapporti con le persone che amo ed ho riacquistato fiducia in me stesso. Questo mi ha permesso di imparare a convivere con i miei limiti e ad accettarli per non lasciarmi andare ad ogni piccola difficoltà e ricorrere all'illusione della droga.
Il benessere che sento adesso è un benessere vero, non quello falso della roba! E la comunità mi ha aiutato a vivere tutto questo offrendomi l'opportunità di diventare un uomo più forte.
Oggi sono sposato con la donna che amo ed abbiamo una bellissima bambina di due anni che riempie di gioia le nostre giornate.
La nostra è una vita semplice e felice perché insieme riusciamo a superare le difficoltà che la vita , inevitabilmente, ci pone davanti.
Ho anche un lavoro come piastrellista in una impresa edile, che mi soddisfa e che mi permette di vivere dignitosamente.
Anche se ho terminato il progetto, frequento ancora la comunità che è un posto a me molto caro; li ho il piacere di rincontrare vecchi amici e persone e luoghi significativi testimoni della mia rinascita.